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    Federico Bianchi Di Castelbianco, Michele Capurso, Magda Di Renzo,

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ISBN: 9788874872091
Categoria:

Ti racconto il mio ospedale

Esprimere e comprendere il vissuto della malattia

di: Federico Bianchi Di Castelbianco, Michele Capurso, Magda Di Renzo,

L’elemento che più di ogni altro determina la percezione di una malattia è il vissuto che la accompagna. Per poterlo comprendere è necessario dare direttamente «voce» al bambino, accogliendo le sue modalità espressive e ascoltandone le esperienze di ospedalizzazione. Solo così è possibile capire come il bambino vive e si rappresenta la malattia, di cosa ha bisogno per affrontarla, quali aspetti della relazione di aiuto sono per lui i più efficaci.

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Note sugli autori
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Psicologo, psicoterapeuta dell’età evolutiva, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, dove è responsabile del Servizio di Diagnosi e Valutazione. Promotore di numerose ricerche sulle psicopatologie dell’età evolutiva e di iniziative per gli adolescenti, tra cui il portale www.diregiovani.it, è autore e coautore di diverse pubblicazioni dedicate all’infanzia e all’adolescenza, tra cui per i tipi delle Edizioni Magi ricordiamo: Vivere bene la scuola (1998), Le 398 meravigliose maestre de L’Aquila (2010), Mille e un modo di diventare adulti (2010), L’eros adolescente (2011), Le dislessie (2013).
Libri di Federico Bianchi Di Castelbianco
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Note sugli autori
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Laureato in Pedagogia, svolge l’attività di ricercatore in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia. Già impegnato nelle attività scolastiche e di formazione negli ospedali pediatrici italiani e statunitensi, oggi si occupa della direzione e del coordinamento delle attività formative per l’Associazione «Gioco e Studio in Ospedale» di Genova. Presidente, dal 2010, della Federazione Europea dei Pedagogisti Ospedalieri (H.O.P.E.), è autore e coautore di numerosi scritti inerenti la psicologia dell’educazione, tra cui i volumi La casa delle punture (2005), Ti racconto il mio ospedale (2007) e Quando si ammala un bambino (2008).
Libri di Michele Capurso
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Note sugli autori
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Psicologa, analista junghiana, membro del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e dell’IAAP (International Association for Analytical Psychology), direttrice della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evo­lutiva dell’IdO (Istituto di Ortofonologia) di Roma. Responsabile del Servizio di Psicoterapia dell’età evolutiva dell’IdO, ha promosso molte ricerche nell’ambito delle patologie infantili e adolescenziali, tra cui il «Pro­getto Tartaruga» per i bambini affetti da autismo. Docente nelle diverse scuole di specializzazione in psicoterapia, è autrice e coautrice di numerose pubblicazioni, tra cui per i tipi delle Edizioni Magi ricordiamo: Il colore vissuto (1998), Fiaba, disegno, gesto e racconto (2a ed. 2005), I significati dell’autismo (2007), Sostenere la relazione genitori-figlio nell’autismo (2011), Le potenzialità intellettive nel bambino autistico (2011), Il processo grafico nel bambino autistico (2013).
Libri di Magda Di Renzo
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Quarta di copertina

La mia malattia è come una magia…
Forse solo un mago me la può portar via:
è una febbre molto noiosa
che rende la giornata fastidiosa.
Ma la mia pelle accaldata e il mal di testa
non mi impediscono di far festa:
col mio coraggio e il mio desiderio
nessun malanno fa di me sul serio!
Anche in ospedale il sogno mi fa compagnia
e io vedo una spiaggia dipinta d’allegria,
dove mi reco insieme ai miei cari
per rendere dolci i momenti più amari.

Francesca

L’elemento che più di ogni altro determina la percezione di una malattia è il vissuto che la accompagna. Per poterlo comprendere è necessario dare direttamente «voce» al bambino, accogliendo le sue modalità espressive e ascoltandone le esperienze di ospedalizzazione. Solo così è possibile capire come il bambino vive e si rappresenta la malattia, di cosa ha bisogno per affrontarla, quali aspetti della relazione di aiuto sono per lui i più efficaci.
Nello svolgimento della ricerca, di cui questo libro riassume gli esiti, si è scelto di ascoltare direttamente i bambini, andandoli a incontrare nel luogo di cura. Le forme espressive di grande libertà – il disegno, la scrittura, la poesia – accompagnate dalla ricerca di amicizie, dal gioco e, soprattutto, dall’ascolto empatico da parte degli adulti, hanno consentito ai bambini di rivelare i loro sentimenti.
Le risposte emotive del nucleo familiare, le modalità di erogazione della cura e le caratteristiche del luogo in cui si affronta il processo di guarigione, viste e narrate con gli occhi dei bambini malati, ci consentono di vedere sotto una luce nuova alcune delle problematiche connesse all’ospedalizzazione in età pediatrica.
Oltre a offrire concreti spunti formativi e nuove conoscenze per aiutare quanti operano nell’ambito della malattia pediatrica e della relazione di aiuto, i risultati di questa indagine hanno valenze riferibili a tutto il mondo dell’infanzia.
Emerge con chiarezza che quando il bambino ha l’opportunità di esprimersi, impara ad avere meno paura del proprio mondo interiore e riesce a far fronte anche ad eventi eccezionali e ad emozioni penose. Ogni volta che interviene attivamente su decisioni che lo coinvolgono, si abitua a fare altrettanto anche nelle situazioni ordinarie, imparando l’importanza della partecipazione attiva nella società in cui vive.
La capacità di far sentire la propria voce in modo costruttivo di fronte a un problema diventa così uno strumento inestimabile nel suo processo di crescita.