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    Marco Piatti, Agnese Pianarosa, Daniele Ribola,

Sale!
ISBN: 9788874870950
Categoria:

Io amo un’ombra del mio cuore

Il diario

di: Marco Piatti, Agnese Pianarosa, Daniele Ribola,

Un regalo di Natale, un dono speciale. Marco, l’ex-paziente, schizofrenico, regala ad A. Pianarosa, la sua ex-analista, il proprio diario. «Scrivo per non scomparire», afferma l’autore, che fin dalle prime righe si rivelerà un filosofo, un letterato, un umanista finissimo…

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Note sugli autori
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Ha fatto studi classici e tecnici a Bolzano, e ora abita a Colle­gno (TO) dove svolge la professione di scrittore.
Libri di Marco Piatti
Note sugli autori
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Psicologa e psicoterapeuta di formazione junghiana, vive e lavora a Torino dove esercita nel servizio pubblico e privatamente. Conduce anche gruppi di psicodramma analitico.
Libri di Agnese Pianarosa
Note sugli autori
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Psicoanalista, vive e lavora a Lugano. Co-fondatore della Scuola di psicoterapia a orientamento junghiano LISTA di Milano, componente del direttivo, docente e conduttore di gruppi di supervisione clinica. Analista didatta al C.G. Jung Institut di Zurigo, dove si è formato con D. Baumann e M.-L. von Franz, è membro dell’Associazione Svizzera di Psicologia Analitica, dell’International Association for Analytical Psychology e dei Graduates Analysts of the C.G Jung Institut. Svolge ricerche sulla psicologia dell’arte e del gesto creativo. Co-fondatore della rivista «La pratica analitica», è autore di saggi inerenti il pensiero junghiano, tra cui la prefazione al libro di M.-L. von Franz, Tipologia psicologica (1998) e gli scritti contenuti nei volumi: In dialogo con l’inconscio. Ricchezza e profondità del pensiero di C.G. Jung a 50 anni dalla sua morte (2011) e Quattro saggi sulla proiezione. Riverberi del Sé nella coscienza (2013) – entrambi con F. de Luca Comandini, R.M. Mercurio e C. Widmann –, Io amo un’ombra del mio cuore (con M. Piatti e A. Pianarosa, 2012), Sguardo sulle psicodinamiche del gesto creativo. Giacometti: la distanza incolmabile (con I. Paterlini, 2013).
Libri di Daniele Ribola
Quarta di copertina

«Mai come in questo momento sento l’angosciante vuoto affettivo della mia esistenza, non è il bisogno di mamma e papà, non è il bisogno del tuo affetto, non è il bisogno dell’affetto di una donna, ma è il bisogno dell’affetto come condizione ideale di rapporto fra gli esseri umani, il bisogno dell’affetto come progetto di speranza e di crescita materiale e spirituale di un gruppo di esseri umani, il bisogno dell’affetto come evoluzione individuale».
M. Piatti

Un regalo di Natale, un dono speciale. Marco, l’ex-paziente, schizofrenico, regala ad A. Pianarosa, la sua ex-analista, il proprio diario. «Scrivo per non scomparire», afferma l’autore, che fin dalle prime righe si rivelerà un filosofo, un letterato, un umanista finissimo, «e la scrittura si dipana attraverso il porre questioni sulla natura del bisogno e sulla difficoltà dello scambio affettivo, in un tentativo continuo di arrivare al centro del problema attraverso le onde delle definizioni, delle classificazioni, degli elenchi. E l’autore non scompare… riuscendo a oltrepassare il blocco espressivo e a rendere comunicativo il disagio psichico», commenta Pianarosa.
Una scrittura limpida e autentica, concisa e ordinata. Un’autoanalisi per fare e raccontare l’ordine interiore; un tentativo, eccezionale, di dare forma al contenuto profondo per comunicare vissuti ed emozioni. Al diario si aggiungono i sogni fatti nello stesso periodo di tempo, commentati da D. Ribola. Un altro dono raro: assieme alla scrittura, i sogni ritraggono i vissuti a tutto tondo, correlando le loro manifestazioni consce e inconsce.
«Dietro queste immagini e queste parole ci sono anni di sofferenze, di problemi, di speranze, di delusioni, di evoluzioni e ricadute», compendia Ribola. «Ma alla fine c’è un’anima che ha vissuto, che sta attraversando con tutta la propria vitale individualità il grande enigma dell’esistenza».