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    Claudio Widmann

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ISBN: 9788874873852
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C’era un ragazzo che come me

L’eternità breve dell’archetipo giovanile

di: Claudio Widmann

L’archetipo giovanile è un modo tipicamente giovanile di affrontare la vita. Caratterizza la prima parte dell’esistenza, ma è attivo anche nella seconda e talvolta segna intere epoche e collettività…

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Note sugli autori
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Analista junghiano, membro del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e della IAAP (International Association for Analytical Psychology), è docente di Teoria del simbolismo e di Tecniche dell’immaginario in varie scuole di specializzazione in psicoterapia. Direttore della collana «Il bestiario psicologico» delle Edizioni Magi, è autore e curatore di saggi che rileggono aspetti ordinari e straordinari della realtà alla luce della psicologia junghiana. Per i tipi delle Edizioni del Girasole ha pubblicato il Manuale di Training Autogeno e per quelli della Cittadella il libro F come Fiducia. Tra i suoi volumi nel catalogo delle Edizioni Magi ricordiamo: Il simbolismo dei colori, La simbologia del presepe, Il mito del denaro, Le terapie immaginative, Sul destino, Il gatto e i suoi simboli, Pinocchio siamo noi, Introduzione alla sincronicità, C’era un ragazzo che come me. Vive e lavora a Ravenna.
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Archetipi 2017
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Quarta di copertina

L’archetipo giovanile sa volare alto,
ma non sa stare con i piedi per terra

L’archetipo giovanile è un modo tipicamente giovanile di affrontare la vita. Caratterizza la prima parte dell’esistenza, ma è attivo anche nella seconda e talvolta segna intere epoche e collettività.
Varcata la metà del Novecento, agitò folle di giovani, infiammò rivolte di studenti, attivò movimenti di massa. Improntò rivolgimenti profondi nei costumi, nella cultura, nelle coscienze.
Autostoppisti e globetrotters inaugurarono la mobilità geografica e anticiparono quella sociale; contestatori e rivoluzionari professarono la ribellione e avvalorarono il dissenso; movimenti di liberazione e di emancipazione avversarono la repressione e destabilizzarono le gerarchie. La rivoluzione sessuale sovvertì i costumi sociali, il femminismo nobilitò il femminile psicologico, la fantasia s’impose sulla ragione.
Dalla retrospettiva sugli anni Sessanta-Settanta affiora un profilo particolareggiato dell’archetipo giovanile e delle sue impronte sul modo d’essere contemporaneo.
Agli stili di vita attuali imprime mobilità e precarietà, velocità e frenesia, irriverenza e deregulation, familiarità con il mondo virtuale ed estraneità a quello reale. Anziani sessualmente attivi grazie alla chimica e anziane fertili grazie alla medicina, adulti ostentatamente giovanili e giovani sventatamente infantili testimoniano che l’archetipo giovanile è ancora il principio occulto che governa giovani e non più giovani.