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    Marilde Trinchero

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ISBN: 9788874873982

La vita è bella

Dialoghi al tramonto del tempo

di: Marilde Trinchero

Quale differenza c’è tra il pensare alla morte come a un fatto ineluttabile, che prima o poi capiterà a ciascuno di noi, e saperla in cammino per raggiungerci – più o meno velocemente – dopo una diagnosi che l’ha annunciata? Dalle testimonianze, che sono il cuore pulsante di questo libro…

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Note sugli autori
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Sono arteterapeuta, faccio parte dell’Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti (A.PI.AR.T.) e mi occupo prevalentemente di tematiche femminili legate alla creatività e alla maternità.Da quarant’anni coltivo la passione per la scrittura, ma solo negli ultimi dieci le parole sono uscite dai cassetti nei quali stavano rinchiuse. «Esperimenti di scrittura» è il modo con cui definisco le mie prime pubblicazioni: un romanzo scritto a quattro mani e alcuni racconti, tappe fondamenali per approdare al libro La solitudine delle madri (Edizioni Magi, 2008). A questo volume è dedicato in rete un omonimo blog su cui scrivevo mentre Reclusioni di corpi e di menti prendeva forma. Sono nata nel 1960 e le immagini e le parole attraversano la vita insieme a me.
Libri di Marilde Trinchero
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Quarta di copertina

Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene. Ascolta con clemenza. Guarda con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano. Impara a chinarti su un mendicante, coltiva il tuo rigore e lotta fino a rimanere senza fiato. Non limitarti a galleggiare, scendi verso il fondo anche a rischio di annegare. Sorridi di questa umanità che si aggroviglia su se stessa. Cedi la strada agli alberi.

Franco Arminio

 

Quale differenza c’è tra il pensare alla morte come a un fatto ineluttabile, che prima o poi capiterà a ciascuno di noi, e saperla in cammino per raggiungerci – più o meno velocemente – dopo una diagnosi che l’ha annunciata? Dalle testimonianze, che sono il cuore pulsante di questo libro, delle persone che, in vario modo, si sono accostate nella loro vita alla morte o che hanno dovuto fare i conti con la propria, emerge il territorio ai confini ultimi dell’esistenza e le sue connessioni con i percorsi di vita compiuti. Si narra qui di cure palliative, di morte naturale, di suicidio, quello tentato e quello assistito. Si ascolta la voce di una madre che ha perso un figlio. Ci si interroga sulla malattia e sulle scelte che essa talvolta comporta. Si racconta di vite mancate e di vite compiute, di risate e di felicità, possibili sul limitare dei giorni. E di amore. Di arte, anche, come mezzo utile per esorcizzare l’angoscia del morire e per indagare il mistero del trapasso. Si narra di morte, ma ancor di più si narra di vita; si familiarizza con la morte per allentare l’inquietudine che il suo pensiero suscita e per capire che non si tratta affatto del lato opposto della vita, ma della sua parte integrante. Per scoprire che, pur continuando ad averne timore, accogliere l’idea della morte rende migliore la propria esistenza.