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    Vittorio Luigi Castellazzi

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ISBN: 9788874873029
Categoria:

Dentro la felicità

Ritrovare i luoghi del cuore

di: Vittorio Luigi Castellazzi

L’essere felici non dipende tanto da fattori esterni o da particolari tecniche, ma dal nostro cuore. Sono le buone radici della nostra infanzia che ci rendono capaci della felicità…

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Note sugli autori
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Psicologo clinico, psicoterapeuta e psicoanalista. Docente di Tecniche psicodiagnostiche proiettive e diagnosi della personalità (1976-2012) e di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza (1979-1996) presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma; di Psicologia della religione al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma (1979-2012); di Psicologia dello sviluppo e di Psicopatologia dello sviluppo all’Università Lumsa di Roma (1995-2000) e all’Università degli Studi di Roma-Tre (1994-2003).È membro di varie Società scientifiche nazionali e internazionali. Oltre a numerosi saggi comparsi in riviste specializzate e in volumi collettanei, ha pubblicato presso l’Editrice Las di Roma: Psicoanalisi e infanzia. La relazione oggettuale in M. Klein (1974); Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza: Le Psicosi (1991), La Depressione (1993), Le Nevrosi (2a ed. 2000); Introduzione alle tecniche proiettive (3a ed. 2000); Quando il bambino gioca. Diagnosi e psicoterapia (2a ed. 2006); L’abuso sessuale all'infanzia (2007); Il Test di Rorschach. Manuale di siglatura e d’interpretazione psicoanalitica (2a ed. 2010); Il Test del Disegno della Figura Umana (4a ed. 2012); Il Test del Disegno della Famiglia (6a ed. 2013). Tra i suoi volumi nel catalogo delle Edizioni Magi ricordiamo: Dentro la solitudine. Da soli felici o infelici? (2010); Ascoltarsi, ascoltare. Le vie dell’incontro e del dialogo (2011); Dentro la felicità. Ritrovare i luoghi del cuore (2013); L’omosessualità. Una lettura psicoanalitica (2014).
Libri di Vittorio Luigi Castellazzi
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Quarta di copertina

C’è per noi qualcosa di più necessario dell’essere felici: è immaginarsi che la felicità esista.
M. Yourcenar

L’essere felici non dipende tanto da fattori esterni o da particolari tecniche, ma dal nostro cuore. Sono le buone radici della nostra infanzia che ci rendono capaci della felicità.
C’è una felicità sana, propria degli ottimisti che, possedendo una buona fiducia di base, si sentono amati e sono pronti a dare amore. E c’è una felicità malata, propria dei cercatori del piacere scambiato per felicità, dei dipendenti da psicofarmaci o da droghe, degli euforici, degli iperattivi, degli iperadattati che, per evitare la critica ed essere accettati e amati, si sentono inconsciamente obbligati a esibire la maschera della contentezza.
Ci sono coloro che, pur desiderandolo, si sentono in colpa o hanno paura di essere felici. Ci sono i pessimisti che si sentono tagliati fuori dal mondo della felicità, ma essa può loro dischiudersi, se saranno aperti a un serio e impegnativo itinerario psicoterapeutico.
Aspirare a essere felici è una potente molla dell’esistenza. Rivela che non abbiamo perso la fiducia in noi stessi e nei nostri simili e che la speranza non è spenta nei territori della nostra psiche. Ciò aiuta a crescere, anche quando l’anagrafe ci colloca nella terza o nella quarta età.