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    Ruben De Luca

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ISBN: 9788874872848
Categoria:

Omicida e artista

Le due facce del serial killer

di: Ruben De Luca

Qual è il punto di contatto tra queste due individualità così diverse? Paradossalmente è proprio la convinzione di entrambi che la loro opera sia una creazione.

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Note sugli autori
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Psicologo criminologo, direttore del «Gruppo Osservatorio di Ricerca, Intervento e Studio sul Crimine» (GORISC), è autore di circa 100 pubblicazioni di criminologia, con particolare riferimento all’omicidio seriale di cui è considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale. Ha creato, nel 2001, la Banca Dati Europea degli Assassini Seriali (ESKIDAB), un archivio costantemente aggiornato che, attualmente, contiene più di 700 nominativi di serial killer che hanno commesso omicidi in Europa.
Libri di Ruben De Luca
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Quarta di copertina

Come sarebbe andata se Hitler fosse stato accettato nell’Accademia
di Belle Arti di Vienna? Cosa sarebbe successo se fosse diventato
un affermato pittore di paesaggi?

Accostare il genio creativo alla follia distruttiva dell’assassino seriale è sicuramente un procedimento ardito, pieno di trappole e insidie. Nulla sembra di più lontano e incompatibile. Il primo crea opere di vita e di bellezza, destinate ad allietare lo spirito umano; il secondo crea opere di morte e di orrore che nessun essere sano di mente vorrebbe mai essere costretto a contemplare, ovvero i corpi martoriati delle vittime. Qual è, allora, il punto di contatto tra queste due individualità così diverse? Paradossalmente è proprio la convinzione di entrambi che la loro opera sia una creazione. Il punto di vista dell’artista è facile da comprendere e da assimilare perché l’aspetto creativo della sua attività è immediatamente riconoscibile, a prescindere dalla forma artistica scelta, dalla qualità dell’opera e dal fatto se ci piaccia o meno. Il serial killer, invece, è per definizione un «mostro» e le sue azioni, in particolare gli omicidi, sono considerati dall’opinione pubblica totalmente irrazionali. In realtà, le azioni di un assassino seriale hanno sempre una logica ma, per comprenderla, bisogna entrare nella sua testa. Quel che è certo è che il serial killer considera se stesso un artista del crimine e gli omicidi rappresentano il frutto della sua creatività distorta. Omicidio, quindi, inteso come una forma d’arte perversa che soddisfa in maniera patologica il bisogno di creare qualcosa d’immortale. Quando non possono più uccidere, molti serial killer incarcerati si convertono all’arte, dedicandosi in particolare a scrittura e pittura, ed è proprio questo strano e inesplorato legame tra arte e omicidio che è necessario penetrare per comprendere che cosa si cela dentro la testa del «mostro».
Dalla Prefazione di Vincenzo M. Mastronardi

All’interno del libro, in prima mondiale assoluta, le riproduzioni dei quadri
di Adolf Hitler