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    Elena Liotta

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ISBN: 9788874870578

L’alba del gioco

Psicologia della prima infanzia e il Sandplay di Dora Kalff

di: Elena Liotta

È assai verosimile, sostiene l’autrice, che l’unico gioco degno oggi di tale nome sia quello reso possibile nei servizi educativi per l’infanzia. Poi si passa dritti alla scuola dell’obbligo e alla «ricreazione».

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Note sugli autori
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Sono analista junghiana e formatrice in area psicologica, sociale e culturale, sulle tematiche della prima infanzia, della migrazione e delle questioni di genere, in Italia e all'estero. Ho scritto vari libri tratti dalle mie esperienze professionali, tra cui A modo mio, dedicato alle donne. Supervisiono i Centri Antiviolenza della Casa della Donna di Pisa e di Orvieto.
Libri di Elena Liotta
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A modo mio 2007
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Quarta di copertina

È assai verosimile, sostiene l’autrice, che l’unico gioco degno oggi di tale nome sia quello reso possibile nei servizi educativi per l’infanzia. Poi si passa dritti alla scuola dell’obbligo e alla «ricreazione». Tra la tv e una miriade di giocattoli, il gioco – nell’unico periodo della vita in cui potrebbe essere davvero libero e creativo – sta scomparendo a favore di altre attività di intrattenimento che rendono i bambini sempre più passivi. Il gioco va, dunque, protetto e riconosciuto come attività in pericolo di estinzione.
In questo libro il gioco viene posto simbolicamente al centro di un discorso educativo più ampio, risalendo alle sue origini, alle prime scoperte dei bambini, ai loro sguardi meravigliati, alla loro gioia trasparente. L’autrice ci parla dell’alba del gioco come del preludio della vita, e per farlo sceglie una metodica esemplare: il Sandplay di Dora Kalff.
L’intento principale del testo è quello di riaccendere l’interesse per la riscoperta dell’immaginario e per le professioni di cura che si assumono la responsabilità di altri esseri umani nelle fasi più delicate della vita.
«Quando poi lo spazio del gioco viene offerto anche agli adulti», sottolinea Andreina Navone nella presentazione del volume, «siamo portati a riflettere su un leitmotiv ormai diffuso, cioè quello dell’attenzione da dedicare al bambino che è in noi».
Attraverso la chiave del gioco, diventa accessibile e fruibile la realtà affascinante e la delicatezza dei primi anni della vita dell’uomo di cui la specificità si manifesta – a ben pensare – a ogni nuovo inizio, a ogni nuova fase della vita che ci mette di fronte all’ignoto.