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    Palma La Bella

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ISBN: 9788874873616
Categoria:

La farfalla dalle ali legate

Diario della mia anoressia

di: Palma La Bella

«Ho conosciuto Palma all’inizio del 2011. Era una donna fragile e delicata, appena uscita da una lunga storia di anoressia e da un’odissea di ricoveri, anche lunghissimi, in varie strutture sia psichiatriche sia per disturbi dell’alimentazione…

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Note sugli autori
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Vibo Valentia, 1982), primogenita dei tre fratelli, trascorre l'infanzia e l’adolescenza a Francica, un paesino di campagna della provincia di Vibo Valentia. Frequenta la scuola dell'obbligo del paese e successivamente il liceo linguistico di Vibo Valentia e una scuola di danza della città. Per motivi di studio si trasferisce a Catanzaro, dove vive tuttora. A coronamento del suo sogno di poter lavorare con i bambini più sfortunati, a breve conseguirà il titolo di «Operatrice d'Infanzia». Soprannominata la «Dottoressa Trilly», svolge opera di volontariato presso i tre reparti pediatrici dell'Ospedale «Pugliese-Ciaccio» di Catanzaro nell'ambito del Progetto «Ospedale Allegro» dell'Associazione «Tribunale per la Difesa dei Diritti del Minore», con sede a Catanzaro. Partecipa a diversi concorsi letterari e nel 2009 pubblica una raccolta di poesie intitolata Cocci di vita...
Libri di Palma La Bella
Quarta di copertina

«Ho conosciuto Palma all’inizio del 2011. Era una donna fragile e delicata, appena uscita da una lunga storia di anoressia e da un’odissea di ricoveri, anche lunghissimi, in varie strutture sia psichiatriche sia per disturbi dell’alimentazione. Oltre all’anoressia presentava una strana febbre quotidiana, senza cause apparenti, tanto che i medici di Milano l’avevano denominata “febbre psicosomatica”. Nel periodo in cui l’avevo conosciuta era depressa e tentava spesso il suicidio, finendo ricoverata in Psichiatria. Dietro la facciata di paziente psichiatrica, però, aveva talento: sapeva scrivere e comporre poesie, era colta e studiosa ed era estremamente brava a capire e a La farfalla per stampaconsolare i bambini malati. Infatti metteva a frutto questa capacità sia nel volontariato presso i reparti di Pediatria sia nello studio. Sono passati quattro anni, continuiamo a vederci ogni mese e a sentirci spesso al telefono. Adesso non tenta più di farla finita. Lavora, studia, fa volontariato ed è sempre impegnata nonostante sia costantemente afflitta da sintomi d’ansia, di depressione e di stanchezza cronica. Il suo carattere è ambivalente: nello stesso tempo è fragile e resistente, svogliata e volenterosa, umile e orgogliosa, vulnerabile e tosta, insicura e coraggiosa. Lei può contare su di me…».
dal Prologo di Attilio Insardà