Per ordini superiori a 20€, le spese di spedizione sono gratuite.
SCONTI SU TUTTO IL CATALOGO

Viaggio in tre cantiche alla scoperta della dimensione universale del Sé

Sarà presentato sabato 4 ottobre a Brescia il poema «Era un angelo esiliato» della psicoterapeuta junghiana Giovanna Apostoli

Giovanna Apostoli ha dato corpo a un’impresa poetica di notevole impegno con il libro «Era un angelo esiliato» (Edizioni Magi, 176 pp., 12 euro) che sarà presentato sabato 4 ottobre, alle 15 nel Teatro Sancarlino in corso Matteotti 6, a Brescia. L’incontro è a cura dell’associazione Centro di ricerca junghiano, con interventi del presidente Alberto Polo e dello psicoterapeuta Stefano Cobianchi. Si tratta di un poema ispirato al modello dantesco: gli oltre 2.600 versi sono racchiusi in tre cantiche, contenenti un totale di 21 canti in endecasillabi. Anche il lessico evoca quello della Commedia, a marcare il carattere solenne del percorso compiuto dalla protagonista dell’opera.

Apostoli è una psicoterapeuta bresciana di formazione junghiana, che accosta al lavoro terapeutico un’intensa produzione creativa. Qui trasporta il lettore in un viaggio nella storia del pensiero umano, lungo il percorso che conduce «dalla visione individuale alla scoperta della dimensione universale di sé», come chiarisce Polo nell’introduzione. È lo stesso itinerario compiuto da Silvia Montefoschi (1926-2011), «dolce maestra» e arnica dell’autrice, che ne riprende in forma poetica la complessa concezione teorica.

Nel racconto in prima persona, la donna del poema è guidata da una presenza interiore, un demone:·Lucifero, da intendere qui come metafora di un pensiero evolutivo «eretico», esiliato dall’esistenza che si accontenta del già noto; ovvero della distinzione abituale fra soggetto e oggetto, dalla quale nascono le relazioni che costruiamo ogni giorno, rivolte allo scopo di «realizzare al meglio i reciproci bisogni». Condizione che costringe ognuno in uno stato di separazione, il cui limite inesorabile si può forse intuire bene oggi, in un Occidente nel quale la guerra e la logica del «noi contro di voi» appaiono dominanti.

Nel percorso ascendente delle tre cantiche, dopo aver dialogato con grandi figure del pensiero mitico, religioso, filosofico, scientifico, che incarnano lo sviluppo della coscienza umana, la donna incontra la psicoanalisi: Freud, Jung e infine Montefoschi. Aprendosi alla possibilità di una diversa via: un metodo dialettico di conoscenza che, coniugando pensiero e amore, riconosce la nostra comune

appartenenza a un’unità originaria e vede in tutto ciò che appare come «altro» non più un oggetto, ma un «soggetto dialogante». La parte di noi stessi di cui abbiamo necessità per evolvere. N.R.

Fonte: Giornale di Brescia