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Premio letterario Vesta 2025, verso la quarta edizione con l’intelligenza artificiale. L’evento a Palazzo Valentini il 12 dicembre

In che modo può l’AI riscrivere la creatività? La domanda al centro del Premio Vesta 2025.

 

«Tecnologia e creatività possono convivere, o una delle due deve soccombere?» È la domanda al centro del Premio Letterario Vesta 2025, che quest’anno guarda al rapporto tra innovazione e immaginazione, tra intelligenza artificiale e parola umana. Giunto alla sua quarta edizione, con il patrocinio di Roma Capitale, l’evento celebrerà i giovani scrittori esordienti del Lazio, presso Palazzo Valentini, il 12 dicembre alle ore 18. «Rinnoviamo l’incontro con la cultura» ha dichiarato il direttore artistico Sara Matteucci «Per interrogarci sulla sua ridefinizione, su ciò che diventa nel momento in cui si confronta con la tecnologia».

Gli ospiti

 

Per rispondere ai dubbi più urgenti, ovvero se l’inteligenza artificiale possa riscrivere, cancellare o arginare la creatività, interverrà William Nonnis, analista tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presidente del tavolo del PNRR dedicato all’intelligenza artificiale. Angelica Bianco, direttore di Edizioni Magi ed esperta di fama internazionale nel settore dell’intelligenza artificiale, parteciperà in qualità di partner del Premio Vesta, rappresentando l’intera visione della quarta edizione del Premio: incentivare i giovani alla scrittura e per riaffermare che, anche nell’era digitale, la parola resta il primo atto creativo. E ancora, la psicoterapeuta Maria Tinto, il consigliere Riccardo Corbucci, presidente della Commissione Roma Capitale – Statuto di Innovazione Tecnologica e il giornalista e scrittore Walter Rodinò.

 

AI, minaccia o risorsa?

 

Molte le domande della Matteucci. «In che modo può questa riscrivere la creatività? Può essere, banalmente, nell’ottica della creatività e del lavoro degli scrittori, un revisore di bozze? Non vogliamo limitarci alle domande, né all’offerta di risposte e soluzioni che rischierebbero di diventare sterili, se non applicabili». Il Premio Vesta, quindi, va oltre il premio: il vincitore di questa quarta edizione avrà la possibilità di confrontarsi con i corsi su ChatGPT, sulle automazioni creative, sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale per la scrittura e il business.

Tutto questo sarà possibile grazie alla borsa di studio offerta da Carriere.it, piattaforma italiana leader nella formazione professionale, con il suo neonato Carriere.ai, il nuovo hub dedicato all’intelligenza artificiale e all’innovazione tecnologica.

 

«Vogliamo offrire al vincitore o la vincitrice del Vesta la possibilità di imparare a guidare il cambiamento, non a subirlo. E per farlo – conclude Matteucci – dobbiamo conoscere l’intelligenza artificiale, comprenderla e usarla per rafforzare il nostro sapere, non per sostituirlo».

Fonte: messaggero.it