ROMA – Si è svolto con straordinaria partecipazione presso Palazzo Grassi, a Roma, il convegno “L’ultima Medusa. Vent’anni dalla scomparsa di Aldo Carotenuto”, promosso dal Centro Studi di Psicologia e Letteratura (Cspl) e da Edizioni Magi. L’evento ha richiamato oltre cento professionisti da tutta Italia, in un incontro denso di riflessioni, emozioni e riconoscenza verso uno dei più influenti psicologi junghiani del Novecento. È quanto si legge in una nota.
La giornata è stata moderata da Angelica Bianco, direttrice editoriale di Edizioni Magi, che ha aperto i lavori ricordando come “Carotenuto continui a parlare a generazioni di analisti, scrittori e ricercatori dell’animo umano, invitandoci ancora oggi ad affrontare la nostra “ultima Medusa” senza paura”.
Nel corso del convegno si sono susseguiti interventi di grande spessore. Francesco Frigione, presidente del CSPL, ha aperto con “Amare Tradire”, sottolineando che “l’amore autentico richiede sempre una frattura, un atto di verità che ci consegna a noi stessi”.
Virginia Salles, in “Il paradosso di Aldo Carotenuto”, ha evidenziato “la tensione costante fra libertà e appartenenza che attraversa tutta la sua opera”.
Amato Luciano Fargnoli, con “L’offerta dionisiaca”, ha invitato a “riscoprire il valore dell’ebbrezza e del rischio nel processo analitico”.
Stefano Cobianchi, nel suo intervento “Il sogno e la sincronicità: un incontro con Carotenuto”, ha descritto “un maestro capace di abitare la frontiera tra visibile e invisibile”.
Ottavio Rosati, in “Aldo Carotenuto, l’Elefante del buonumore”, ha ricordato “la leggerezza e l’ironia di un pensatore che non temeva la complessità”.
Antonio Dorella, con “Carotenuto, l’eretico”, ha tracciato il profilo “di un intellettuale che ha sempre scelto la via più autentica, anche quando scomoda”.
Claudio Gallone, in “La chiamata del Daimon”, ha affermato che “per Carotenuto ogni destino è una vocazione a diventare se stessi”.
Lucia Chemello, impossibilitata a partecipare, ha inviato una lettera – letta in sala da Fargnoli – in cui ha scritto: “Carotenuto è stato per me un incontro inatteso, ma decisivo: il richiamo dell’anima che non dimentica”.
Michele Rossena, assente per motivi personali, è stato ricordato per il suo contributo “Il genio carotenutiano, mente e cuore in irripetibile creativa armonia”.
Riccardo Zerbetto, con “Edipo e Antigone nella prospettiva di Aldo Carotenuto”, ha riflettuto su “un’etica del conflitto come via di conoscenza”.
Enrico Santori, in “Aldo Carotenuto e la cultura italiana”, ha messo in luce “la profonda influenza del suo pensiero sul mondo accademico e umanistico”.
Katriona Munthe, infine, con “Aldo Carotenuto, l’ultima Medusa”, ha chiuso i lavori ricordando “l’uomo che trasformava ogni incontro in un atto poetico di conoscenza”.
Il convegno si è concluso con l’annuncio di un importante accordo editoriale tra il Centro Studi di Psicologia e Letteratura e Edizioni Magi, che prevede la realizzazione di nuove collane dedicate alla psicologia del profondo e alla formazione analitica.
Contestualmente è stato presentato il progetto di una nuova Scuola di Formazione, ispirata ai principi carotenutiani, che vedrà la collaborazione di figure di spicco del panorama junghiano e psicologico italiano.
Una giornata di pensiero, emozione e dialogo che ha confermato come il lascito di Aldo Carotenuto continui a vivere, capace ancora di unire cuore e mente nel segno della conoscenza di sé.
Fonte: dire.it