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Il simbolismo dei colori

35,00 30,00

    Pagine: 432
    Formato: 16,5 x 24
    ISBN: 9788874873197
    Anno: 2014
    DISPONIBILE

Descrizione

L’oggetto primario della vista è il colore
Plotino

La realtà è colorata.
Per giungere a questa banale affermazione è stato necessario compiere un complesso percorso conoscitivo e un lungo cammino evolutivo. I colori, difatti, possiedono una singolare affinità con la vita emotiva e la capacità di differenziare i colori non è frutto solo di sensibilità percettiva e di abilità intellettiva, ma anche di differenziazione emotiva.
La primitiva distinzione tra chiarore-biancore e oscurità-nerezza si è via via arricchita di gradazioni che sono coloristiche ed emotive al tempo stesso, poiché il nero è tonalità cromatica, ma anche coloritura dell’umore e una persona può arrossire di vergogna o sbiancare di paura quanto un tessuto può tingersi di rosso o di bianco. Con le loro innumerevoli sfumature i colori costituiscono la più efficace rappresentazione della variegata coloritura emotiva. Per questa ragione l’insieme dei colori fondamentali (immaginati a volte in numero di tre e altre volte in numero di quattro o di sette) è stato spesso assunto a rappresentazione della totalità: l’universo dei colori è immagine dell’universo interno ed esterno.
Grazie alla risonanza emozionale con cui entrano in sintonia, i colori sono emblematici di oggetti e situazioni dalle caratteristiche inequivocabili, come un allarme rosso o un buco nero, una visione del mondo rosea o un’anima candida. Il carattere emblematico dei colori alimenta usi convenzionali, come il verde per segnalare il libero accesso, e costumi locali, come il bianco nuziale di molte culture.
I colori, però, parlano anche un linguaggio universale e archetipico, che non si esaurisce nelle convezioni intenzionali e nei costumi locali; è per un’intima sintonia di senso e non per convezione linguistica che razze distanti come quella bianca e quella nera, per indicare una persona cattiva parlano di una «pecora nera» o di un individuo dalla «pancia nera».
Nei suoi rimandi più profondi il linguaggio dei colori è unitario e universale; può essere sconosciuto o ignorato, ma desta vibrazioni emozionali sia in chi se ne cura sia in chi lo trascura.